Roma: palazzo degli anni '50, occupato dai migranti
Piazza Indipendenza
Un importante palazzo romano, risalente agli anni ’50, che si trova in centro a Roma, in Piazza Indipendenza, è stato occupato "abusivamente" dai migranti. Si tratta di un edificio che aveva ospitato in passato la sede della Federconsorzi, e che è uno dei 101 palazzi romani che, secondo i dati conosciuti, sono occupati da persone che non ne hanno titolo.
Un dato che potrebbe essere anche giudicato come una "contraddizione", in quanto, secondo i dati forniti da Legambiente, a Roma sono 245mila le case "vuote", e l’amministrazione comunale per far fronte ad un problema come l’emergenza abitativa, arrivi a spendere circa 42 milioni di euro l’anno. A fronte di questo i 101 palazzi occupati abusivamente, che in moltissime occasioni fanno parte di organizzazioni, o comitati di lotta, o gruppo che in alcuni casi sono collegati anche con la politica.
Andando a verificare la composizione dell’elenco dei 101 palazzi si trova di tutto: uno ad esempio è uno stabile di pregio, che appartiene alla Regione Lazio, ed è situato ad appena centro metri di distanza da Piazza del Popolo, immobile che è stato occupato già da 12 anni, senza che il "proprietario" si sia fatto sentire, manifestando nei 12 lunghi anni una indifferenza che potrebbe essere etichettata come "complicità". In altri casi i palazzi occupati sono privati, ed in questo caso la loro situazione diviene ancora maggiormente complicata.
Un esempio è quello di un edificio che si trova in Piazza Indipendenza, la cui costruzione, effettuata sulla base di un progetto elaborato da un pool di architetti, Giulio Sterbini, Aldo della Rocca, Enrico lenti e Ignazio Guidi, fu effettuata negli anni ’50. Un edificio che venne decorato anche con alcune sculture, realizzate da Pericle Fazzini, e per questo motivo quindi anche vincolato dalla "Soprintendenza". Questo edificio, che è composto da nove piani, ai quali si aggiungono anche due piani interrati, oggi è valutato circa 80 milioni di euro, e per alcuni decenni è stata la sede di Federconsorzi.
Dopo il crollo di questa organizzazione, avvenuto 25 anni fa, l’edificio ha ospitato uffici pubblici legati a uffici tecnici legati alla Presidenza del Consiglio, poi nel corso del 2013 è stato oggetto di una occupazione, compiuta da migranti provenienti dai Paesi del Corno d’Africa. In totale i 33mila metri quadrati di superfici del palazzo, sono stati trasformati in abitazioni, ed oggi ci vivono in circa 550 persone, con interventi ripetuti da parte di uomini dei Vigili del fuoco che portano via dalle abitazioni le bombole di gas che i migranti usano per cucinare, bombole che dopo poco ricompaiono. Oltre a questo il proprietario, il fondo "Omega" che lo ha acquistato nel 2013, deve pagare le tasse ed anche i canoni delle utenze del palazzo come luce ed acqua, senza poter disporre del palazzo nonostante diverse istanze e lettere di denuncia.
Un dato che potrebbe essere anche giudicato come una "contraddizione", in quanto, secondo i dati forniti da Legambiente, a Roma sono 245mila le case "vuote", e l’amministrazione comunale per far fronte ad un problema come l’emergenza abitativa, arrivi a spendere circa 42 milioni di euro l’anno. A fronte di questo i 101 palazzi occupati abusivamente, che in moltissime occasioni fanno parte di organizzazioni, o comitati di lotta, o gruppo che in alcuni casi sono collegati anche con la politica.
Andando a verificare la composizione dell’elenco dei 101 palazzi si trova di tutto: uno ad esempio è uno stabile di pregio, che appartiene alla Regione Lazio, ed è situato ad appena centro metri di distanza da Piazza del Popolo, immobile che è stato occupato già da 12 anni, senza che il "proprietario" si sia fatto sentire, manifestando nei 12 lunghi anni una indifferenza che potrebbe essere etichettata come "complicità". In altri casi i palazzi occupati sono privati, ed in questo caso la loro situazione diviene ancora maggiormente complicata.
Un esempio è quello di un edificio che si trova in Piazza Indipendenza, la cui costruzione, effettuata sulla base di un progetto elaborato da un pool di architetti, Giulio Sterbini, Aldo della Rocca, Enrico lenti e Ignazio Guidi, fu effettuata negli anni ’50. Un edificio che venne decorato anche con alcune sculture, realizzate da Pericle Fazzini, e per questo motivo quindi anche vincolato dalla "Soprintendenza". Questo edificio, che è composto da nove piani, ai quali si aggiungono anche due piani interrati, oggi è valutato circa 80 milioni di euro, e per alcuni decenni è stata la sede di Federconsorzi.
Dopo il crollo di questa organizzazione, avvenuto 25 anni fa, l’edificio ha ospitato uffici pubblici legati a uffici tecnici legati alla Presidenza del Consiglio, poi nel corso del 2013 è stato oggetto di una occupazione, compiuta da migranti provenienti dai Paesi del Corno d’Africa. In totale i 33mila metri quadrati di superfici del palazzo, sono stati trasformati in abitazioni, ed oggi ci vivono in circa 550 persone, con interventi ripetuti da parte di uomini dei Vigili del fuoco che portano via dalle abitazioni le bombole di gas che i migranti usano per cucinare, bombole che dopo poco ricompaiono. Oltre a questo il proprietario, il fondo "Omega" che lo ha acquistato nel 2013, deve pagare le tasse ed anche i canoni delle utenze del palazzo come luce ed acqua, senza poter disporre del palazzo nonostante diverse istanze e lettere di denuncia.