Multa salata per una donna con il niqab!
Firmato un decreto penale di condanna
Un'importante decisione del Gip di Pordenone
Il Gip di Pordenone, Alberto Rossi, ha fatto una scelta importante. Questa decisione è consistita nel firmare un decreto penale di condanna. Il decreto ha avuto come destinatariauna donna di 40 anni. Questa signora, originaria dell'Albania, è stata giudicata colpevole di essersi presentata, durante una seduta del Consiglio Comunale dei ragazzi di San Vito al Tagliamento, con la faccia coperta completamente dal niqab. Il niqab è il velo islamico, che, se indossato, lascia scoperti solo gli occhi della persona.
Per il suo gesto, la signora è stata in un primo momento condannata a 4 mesi di carcere. In seguito, il Gip Alberto Rossi, firmando il decreto di condanna, ha convertito la pena in sanzione pecuniaria. La signora dunque dovrà pagare circa 30 mila euro di multa.
La donna ha rifiutato di togliere il velo!
La donna di origini albanesi, di 40 anni, si è presentata, quindi, con la faccia coperta dal velo islamico, in una seduta del Consiglio Comunale di San Vito al Tagliamento. Il paese si trova in provincia di Pordenone. Quando la signora si è presentata con il niqab, il Consiglio Comunale era pieno di ragazzi.
Dopo un primo momento di imbarazzo, il sindaco ha deciso di prendere una decisione necessaria. Il primo cittadino di San Vito al Tagliamento, Antonio di Bisceglie, ha esortato la donna islamica a farsi riconoscere e a togliere il niqab. La donna ha scelto di mantenere il suo viso nascosto sotto il velo. Per questa ragione, la signora è stata allontanata dai vigili urbani, i quali avevano già proceduto ad identificare la donna in questione.
La donna albanese potrebbe essere accusata di aver violato la legge 152 del 1975
La donna di origini albanesi, che è andata al Consiglio Comunale dei ragazzi, nel paese di San Vito al Tagliamento, ha ottenuto da qualche tempo la cittadinanza italiana. La signora, per il suo comportamento, oltre al pagamento della multa, potrebbe essere considerata colpevole di aver violato la legge 152 del 1975. Questa norma legislativa impone l'obbligo di riconoscimento del volto delle persone, che si trovano nei luoghi pubblici.
Il Gip di Pordenone, Alberto Rossi, ha fatto una scelta importante. Questa decisione è consistita nel firmare un decreto penale di condanna. Il decreto ha avuto come destinatariauna donna di 40 anni. Questa signora, originaria dell'Albania, è stata giudicata colpevole di essersi presentata, durante una seduta del Consiglio Comunale dei ragazzi di San Vito al Tagliamento, con la faccia coperta completamente dal niqab. Il niqab è il velo islamico, che, se indossato, lascia scoperti solo gli occhi della persona.
Per il suo gesto, la signora è stata in un primo momento condannata a 4 mesi di carcere. In seguito, il Gip Alberto Rossi, firmando il decreto di condanna, ha convertito la pena in sanzione pecuniaria. La signora dunque dovrà pagare circa 30 mila euro di multa.
La donna ha rifiutato di togliere il velo!
La donna di origini albanesi, di 40 anni, si è presentata, quindi, con la faccia coperta dal velo islamico, in una seduta del Consiglio Comunale di San Vito al Tagliamento. Il paese si trova in provincia di Pordenone. Quando la signora si è presentata con il niqab, il Consiglio Comunale era pieno di ragazzi.
Dopo un primo momento di imbarazzo, il sindaco ha deciso di prendere una decisione necessaria. Il primo cittadino di San Vito al Tagliamento, Antonio di Bisceglie, ha esortato la donna islamica a farsi riconoscere e a togliere il niqab. La donna ha scelto di mantenere il suo viso nascosto sotto il velo. Per questa ragione, la signora è stata allontanata dai vigili urbani, i quali avevano già proceduto ad identificare la donna in questione.
La donna albanese potrebbe essere accusata di aver violato la legge 152 del 1975
La donna di origini albanesi, che è andata al Consiglio Comunale dei ragazzi, nel paese di San Vito al Tagliamento, ha ottenuto da qualche tempo la cittadinanza italiana. La signora, per il suo comportamento, oltre al pagamento della multa, potrebbe essere considerata colpevole di aver violato la legge 152 del 1975. Questa norma legislativa impone l'obbligo di riconoscimento del volto delle persone, che si trovano nei luoghi pubblici.