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Diminuiscono i redditi dei liberi professionisti

Rapporto Adepp

Secondo i numeri registrati nel rapporto Adepp stilato dall'Associazione che si occupa delle 19 Casse di previdenza dei professionisti, viene dimostrato che i liberi professionisti negli ultimi dieci anni hanno perso circa il 18% del loro reddito.
Secondo i numeri registrati nel rapporto Adepp stilato dall'Associazione che si occupa delle 19 Casse di previdenza dei professionisti, viene dimostrato che i liberi professionisti negli ultimi dieci anni hanno perso circa il 18% del loro reddito. Tali dati sono stati evidenziati nella giornata di mercoledì 14 dicembre a Roma presso la sede di palazzo Giustiniani prendendo a campione un parametro di quasi un milione e mezzo di professionisti. Nonostante essi sono incrementati negli anni paradossalmente si è registrato una diminuzione dei loro redditi.

Da un'attenta analisi poi è stato sottolineato che tali dati altro non sono che una replica della situazione complessiva dell'economia italiana, ovvero cifre molto più alte al Nord piuttosto che al Sud, come ad esempio in Lombardia il redito dell'anno 2015 era di 60mila euro mentre in Calabria poco più di 20mila. Un'altra sostanziale differenza emerge poi dividendo i professionisti di sesso maschile da quelli di sesso femminile, quest'ultime infatti guadagnano circa la metà senza considerare poi il confronto tra un uomo del nord e una donna del sud. Stesso rapporto di differenza inoltre confrontando il reddito dei professionisti più adulti con quello dei più giovani.

La situazione però sembra risollevarsi quando in questi dati vengono inclusi anche quelli derivati dall'Enpam, ossia l'ente che si occupa dei redditi di medici ed odontoiatri i quali hanno registrato un aumento dello stipendio di circa il 43%. Mentre sono rimasti più o meno uguali le casse degli enti previdenziali dei veterinari, agricoli, dottori, agronomi, geologi e chimici.

Ciò che comunque accomuna tutte le categorie di professioni è che nell'ultimo decennio ogni anno è stato chiuso con risultato negativo, anche se comunque c'è da dire che ci sono alcuni settori in cui anche se minimi ci sono stati risultati positivi, come i giornalisti, consulenti del lavoro, ingegneri, periti industriale, architetti, biologi, notai e psicologi.

Gli enti previdenziali offrono il meglio ai vari professionisti anche se la pressione fiscale dello Stato è quasi uguali alle loro entrate.

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