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Nell'accoglienza profughi sono molti i comuni montani che si dando da fare

L’accoglienza dei profughi è una delle problematiche con le quali ci dobbiamo confrontare ogni giorno. Per questo una risorsa molto importante da tenere in considerazione è rappresentata di comuni montani. La montagna infatti ha una maggiore capacità di accoglienza rispetto alle aree urbane, ed inoltre esiste la possibilità di creare progetti "dal basso" tra i vari Comuni, con la partecipazione anche della rete del volontariato e delle associazioni locali, delle parrocchie e della Caritas.

Molti territori montani attualmente stanno facendo la loro parte, ed esistono molti Enti locali che danno importanza all'accoglienza e nello stesso tempo cercano di dare la possibilità di un futuro "diverso", a chi ha avuto meno fortuna, e vuole sperare fortemente in una svolta. In molti di questi comuni si pensa anche alla storia passata, ed ecco che vengono immediatamente alla mente le migrazioni a cui sono stati costretti i loro cittadini, che negli anni dal 1850, fino al 1970, sono partiti dalle vallate alpine e da quelle appenniniche, alla volta di paesi europei, ed extraeuropei, finendo poi tra gli emarginati, ed in alcuni casi considerati alla stregua delle bestie.

Da questo arriva la scelta, fatta da diversi comuni, di interagire tra loro dal punto di vista dell’accoglienza. Un esempio è quello che sta succedendo nel Biellese, dove il progetto "Spar", che vede l’accoglienza gestita dall’insieme dei comuni, è quello sul quale stanno lavorando gli appartenenti "all'Unione dei Comuni montani della Valle di Mosso", che oltre a mettere a disposizione le strutture necessarie per l’accoglienza, si occuperanno anche delle problematiche legate alla loro gestione. 

Nel comune di Pettinengo, i 59 migranti presenti sul territorio, costituiscono, grazie agli stage, ai corsi di formazione, ed alle opportunità di lavoro che sono successivamente arrivate, una vera e propria "risorsa". Ed in questo ambito sono nate molte amicizie tra locali e migranti, oltre a due matrimoni "misti". Dal 2014, l'associazione Pacefuturo ha accolto più di 300 persone che richiedevano asilo, ed il Comune e la parrocchia, operano con un’ottima sinergia. 

In un altro comune, Ormea, la determinazione e l’impegno messi da Giorgio Ferraris, il primo cittadino, e la collaborazione di altri amministratori di comuni vicini, ha di fatto "bloccato" quelle spirali di "demagogia" che si erano venute a creare sul tema dell’accoglienza ai migranti. A Chiusa di Pesio i migranti lavorano "in concorso" con l'Ente Parco. 15 comuni della bassa Val di Susa, portano avanti un percorso con la collaborazione della Prefettura del capoluogo piemontese, che prevede lavoro per i migranti nella pulizia dei boschi e nella manutenzione del verde pubblico nei vari paesi. 

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