12 comuni dicono NO alla chiusura degli uffici postali
Vinta la battaglia la TAR
Finalmente 12 piccoli comuni del Friuli possono ritenere vinta la loro battaglia contro il Tar del Lazio per evitare la chiusura o il ridimensionamento degli orari di alcuni uffici postali situati in zone meno popolate.
Finalmente 12 piccoli comuni del Friuli possono ritenere vinta la loro battaglia contro il Tar del Lazio per evitare la chiusura o il ridimensionamento degli orari di alcuni uffici postali situati in zone meno popolate.
I 12 piccoli paesi protagonisti della vicenda sono:
Premariacco, Dignano, Coseano, Fagagna, Ruda, Gemona, Rive d'Arcano, Pavia di Udine, Tolmezzo, Maniago, Sesto al Reghena e Sequals. Tutti questi comuni sono legati dal fatto che in alcune località risiedono pochi abitanti, il che ha messo seriamente a rischio di chiusura alcune sedi degli uffici di Poste Italiane.
Tale battaglia giudiziaria va avanti da oltre un anno, quando Poste italiane aveva disposto il piano dei tagli che prevedeva la chiusura di alcune delle sedi dei comuni sopra citati. I cittadini friulani infatti hanno assistito, a partire dal 7 settembre 2015, ad alcune chiusure; per poi vedere sospeso il piano grazie all'intevento del Tar nel mese di gennaio scorso. Da allora sono partite le richieste di annullamento dei provvedimenti già messi in atto attraverso sommosse popolari. Dunque, i comuni riuniti tra loro e avvalendosi della professionalità di Luigi Garofalo, avvocato di Treviso, hanno proceduto per vie legali chiedendo il ricorso. Fin da subito si è ottenuta la riapertura degli uffici chiusi, ma non essendoci una sentenza certa c'era sempre una possibilità che potessero ordinare nuovamente la chiusura.
Dopo la prima udienza avvenuta il 30 giugno, è stata pubblicata ieri la sentenza di accoglienza del ricorso, andando così a cestinare il piano delle Poste che non vedranno ridimensionare nessuno sportello.
Questa, però, è una vittoria che continua a lasciare un sapore amaro poiché la decisione del Tar riguardo alle spese processuali è ricaduta su entrambe le parti del processo. Per i cittadini resta comunque la soddisfazione di aver vinto, anche se non è detta ancora l'ultima parola. Le Poste, infatti, potranno interpellare il Consiglio di Stato per apportare ugualmente tagli del personale alle sue dipendenze.
I 12 piccoli paesi protagonisti della vicenda sono:
Premariacco, Dignano, Coseano, Fagagna, Ruda, Gemona, Rive d'Arcano, Pavia di Udine, Tolmezzo, Maniago, Sesto al Reghena e Sequals. Tutti questi comuni sono legati dal fatto che in alcune località risiedono pochi abitanti, il che ha messo seriamente a rischio di chiusura alcune sedi degli uffici di Poste Italiane.
Tale battaglia giudiziaria va avanti da oltre un anno, quando Poste italiane aveva disposto il piano dei tagli che prevedeva la chiusura di alcune delle sedi dei comuni sopra citati. I cittadini friulani infatti hanno assistito, a partire dal 7 settembre 2015, ad alcune chiusure; per poi vedere sospeso il piano grazie all'intevento del Tar nel mese di gennaio scorso. Da allora sono partite le richieste di annullamento dei provvedimenti già messi in atto attraverso sommosse popolari. Dunque, i comuni riuniti tra loro e avvalendosi della professionalità di Luigi Garofalo, avvocato di Treviso, hanno proceduto per vie legali chiedendo il ricorso. Fin da subito si è ottenuta la riapertura degli uffici chiusi, ma non essendoci una sentenza certa c'era sempre una possibilità che potessero ordinare nuovamente la chiusura.
Dopo la prima udienza avvenuta il 30 giugno, è stata pubblicata ieri la sentenza di accoglienza del ricorso, andando così a cestinare il piano delle Poste che non vedranno ridimensionare nessuno sportello.
Questa, però, è una vittoria che continua a lasciare un sapore amaro poiché la decisione del Tar riguardo alle spese processuali è ricaduta su entrambe le parti del processo. Per i cittadini resta comunque la soddisfazione di aver vinto, anche se non è detta ancora l'ultima parola. Le Poste, infatti, potranno interpellare il Consiglio di Stato per apportare ugualmente tagli del personale alle sue dipendenze.