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Fonte di energia per l'Europa
Noor 1 è il primo impianto fotovoltaico più grande del mondo. Nasce in Marocco nel deserto del Sahara, precisamente nella città di Ouarzazate, il cui nome significa appunto Porta del deserto. Chiamarlo impianto è molto riduttivo perché le sue dimensioni sono di circa 1400 metri quadrati, per dare un'idea più pratica, pari a circa 200 campi di calcio messi vicino. Per tale motivo è da considerarsi una vera e propria centrale di energia solare.
Noor si compone di lunghe file di specchi, ordinati uno dietro l'altro. La forma di questi specchi è curva a forma di parabola per permettere una migliore concentrazione solare e di seguire il sole nell'arco della giornata. Gli specchi parabolici da 300 MW infatti essendo termodinamici seguono la direzione del sole catturando energia per un sistema di 160 MW.
Il funzionamento di questo centrale però è diverso da quello di un semplice impianto fotovoltaico. In quest'ultimo l'energia elettrica viene generata dalle celle al silicio, invece con la centrale solare viene catturato il calore che creando vapore serve a muovere i generatori elettrici capaci a loro volta di sviluppare l'energia. Ciascuno specchio è collegato mediante tubi, dove all'interno passa dell'olio bollente che serve per continuare a sviluppare l'energia fino a tre ore dopo il tramonto del sole.
L'impianto è stato finanziato per il 60% da fondi Europei per poter così mettere a disposizione dell'Europa il surplus di energia generato dalla centrale solare, la quale ha già superato ogni aspettativa. Per continuare a dare ottimi risultati però gli specchi vengono lavati una volta a settimana, ma si sta studiando un metodo di pulizia ad aria per ridurre il consumo di acqua.
Anche se comunque per poter utilizzare l'energia solare si devono sostenere costi ancora molto alti (9 miliardi di dollari per il costo totale), entro il 2030 si prevede che vengano realizzati almeno 3 impianti per cercare di ottenere più della metà dell'energia da fonti rinnovabili, dunque Noor è solo il primo passo.
Noor si compone di lunghe file di specchi, ordinati uno dietro l'altro. La forma di questi specchi è curva a forma di parabola per permettere una migliore concentrazione solare e di seguire il sole nell'arco della giornata. Gli specchi parabolici da 300 MW infatti essendo termodinamici seguono la direzione del sole catturando energia per un sistema di 160 MW.
Il funzionamento di questo centrale però è diverso da quello di un semplice impianto fotovoltaico. In quest'ultimo l'energia elettrica viene generata dalle celle al silicio, invece con la centrale solare viene catturato il calore che creando vapore serve a muovere i generatori elettrici capaci a loro volta di sviluppare l'energia. Ciascuno specchio è collegato mediante tubi, dove all'interno passa dell'olio bollente che serve per continuare a sviluppare l'energia fino a tre ore dopo il tramonto del sole.
L'impianto è stato finanziato per il 60% da fondi Europei per poter così mettere a disposizione dell'Europa il surplus di energia generato dalla centrale solare, la quale ha già superato ogni aspettativa. Per continuare a dare ottimi risultati però gli specchi vengono lavati una volta a settimana, ma si sta studiando un metodo di pulizia ad aria per ridurre il consumo di acqua.
Anche se comunque per poter utilizzare l'energia solare si devono sostenere costi ancora molto alti (9 miliardi di dollari per il costo totale), entro il 2030 si prevede che vengano realizzati almeno 3 impianti per cercare di ottenere più della metà dell'energia da fonti rinnovabili, dunque Noor è solo il primo passo.