Notizie interessanti sul referendum
4 Dicembre 2016
Il 4 Dicembre, dalle ore 7 alle ore 23, ci sarà il referendum costituzionale, come ben si sa bisognerà votare tra il Si ed il No, vari sono i punti da ricordare in merito a ciò. Ovviamente pareri discordanti su entrambe le scelte non mancano, dove ogni politico tira l'acqua al suo mulino, per convincere gli italiani a fare la scelta giusta. La riforma è stata avanzata dal ministro Maria Elena Boschi ed è stata appoggiata dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Prima di arrivare però alla votazione dei cittadini, essa è stata sia valutata che approvata dai vari organi costituzionali competenti.
La scelta di ogni cittadino sarà quella di scegliere se approvare o meno il bicameralismo perfetto, dove da due organi costituzionali, si passa ad uno. Il Senato infatti avrà meno poteri decisionali e sarà rafforzato il potere del Presidente del Consiglio. Inoltre diminuiranno i parlamentari e ciò porterà un vantaggio economico allo stato, oltre che una rapidità nello scegliere le varie leggi.
Il Senato come detto poco fa avrà altri poteri, ovvero farà da collante tra lo Stato e le regioni occupandosi di amministrazioni pubbliche e le loro attività. I senatori scenderebbero di numero, da 315 a 100, di cui 5 eletti dal Presidente della Repubblica. Gli altri saranno sindaci delle varie regioni d'Italia, per un totale di 21, i restanti saranno eletti dai consigli regionali e la loro carica resta a seconda della durata del consiglio dove sono stati eletti. Il Presidente della Repubblica invece sarà scelto dalla Camera, secondo dei criteri di valutazione che cambiano con questa nuova riforma.
Un altro cambiamento riguarda la riforma del Titolo V della seconda parte della costituzione. Ci sarà l'abolizione delle province e cambieranno i poteri decisionali delle varie regioni e delle province stesse. Lo Stato in tutto ciò avrà dell'esclusive su varie cose, come il trasporto, le infrastrutture ed il commercio con l'estero, giusto per citarne qualcuna.
Il Cnel (Comitato nazionale dell'economia e del lavoro) invece sarà abolito per ammortizzare i costi, quindi esso non potrà più proporre delle leggi.
Il rapporto con l'Italicum fa si che i poteri del Governo aumentano e con essi anche quelli del Presidente del Consiglio. La Camera dei deputatiinfatti avrà il potere decisionale sulle potrà decidere se darà fiducia al Governo stesso.
La scelta di ogni cittadino sarà quella di scegliere se approvare o meno il bicameralismo perfetto, dove da due organi costituzionali, si passa ad uno. Il Senato infatti avrà meno poteri decisionali e sarà rafforzato il potere del Presidente del Consiglio. Inoltre diminuiranno i parlamentari e ciò porterà un vantaggio economico allo stato, oltre che una rapidità nello scegliere le varie leggi.
Il Senato come detto poco fa avrà altri poteri, ovvero farà da collante tra lo Stato e le regioni occupandosi di amministrazioni pubbliche e le loro attività. I senatori scenderebbero di numero, da 315 a 100, di cui 5 eletti dal Presidente della Repubblica. Gli altri saranno sindaci delle varie regioni d'Italia, per un totale di 21, i restanti saranno eletti dai consigli regionali e la loro carica resta a seconda della durata del consiglio dove sono stati eletti. Il Presidente della Repubblica invece sarà scelto dalla Camera, secondo dei criteri di valutazione che cambiano con questa nuova riforma.
Un altro cambiamento riguarda la riforma del Titolo V della seconda parte della costituzione. Ci sarà l'abolizione delle province e cambieranno i poteri decisionali delle varie regioni e delle province stesse. Lo Stato in tutto ciò avrà dell'esclusive su varie cose, come il trasporto, le infrastrutture ed il commercio con l'estero, giusto per citarne qualcuna.
Il Cnel (Comitato nazionale dell'economia e del lavoro) invece sarà abolito per ammortizzare i costi, quindi esso non potrà più proporre delle leggi.
Il rapporto con l'Italicum fa si che i poteri del Governo aumentano e con essi anche quelli del Presidente del Consiglio. La Camera dei deputatiinfatti avrà il potere decisionale sulle potrà decidere se darà fiducia al Governo stesso.