Pensioni congelate nel 2017
Il Governo non rivaluta gli assegni previdenziali
A seguito della recente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del nuovo decreto del Ministero dell'Economia, è stato confermato in maniera definitiva il cosiddetto congelamento delle pensioni anche per il 2017. Il tasso di adeguamento degli assegni è stato fissato in misura pari a zero e dunque non ci sarà alcuna rivalutazione, nonostante gli ultimi dati sull'inflazione facciano segnare un -0,1% nei primi nove mesi del 2016.
CONGELATE LE PENSIONI - Una piccola doccia fredda attende i pensionati italiani che da tempo aspettavano di sapere se l'esecutivo avesse o meno in programma di attuare una rivalutazione degli assegni previdenziali per l'anno a venire. Tuttavia, stando a quanto contenuto nel nuovo decreto emanato lo scorso 17 novembre dal Ministero dell'Economia presieduto da Pier Carlo Padoan e pubblicato di recente sulla Gazzetta Ufficiale, le pensioni non subiranno alcun adeguamento e rimarranno sostanzialmente invariate per tutto il 2017. Come noto, gli assegni vengono ricalcolati di anno in anno tenendo conto dell'inflazione e dunque degli effetti che ha un eventuale incremento del costo della vita: per i prossimi dodici mesi il decreto approvato dal Governo ha deciso, di fatto, un sostanziale congelamento e quindi gli importi pagati rimarranno uguali a quelli del 2016.
IL MANCATO ADEGUAMENTO ALL'INFLAZIONE - Analizzando nel dettaglio tutte le misure previste nel decreto, si evince dunque che il trattamento pensionistico minimo sarà ancora di 501 euro mensili, mentre per quanto riguarda gli assegni sociali la quota sarà confermata a 448 euro. Insomma, sembra confermato il trend inaugurato dalla tanto criticata riforma promossa dall'ex ministro Elsa Fornero che, durante il governo di Mario Monti, aveva posto fine al tradizionale adeguamento pieno degli assegni agli indici di inflazione: la suddetta linea di tendenza è stata quindi reiterata dalle successive Leggi di Stabilità. Il nuovo congelamento ha però fatto storcere il naso a diverse associazioni di pensionati e il mancato conguaglio sui trattamenti pensionistici dal gennaio 2017 è stato criticato proprio perché non terrebbe affatto conto degli indici negativi dell'economia italiana e dell'inflazione che, a settembre, faceva registrare un -0,1% rispetto all'anno precedente.
CONGELATE LE PENSIONI - Una piccola doccia fredda attende i pensionati italiani che da tempo aspettavano di sapere se l'esecutivo avesse o meno in programma di attuare una rivalutazione degli assegni previdenziali per l'anno a venire. Tuttavia, stando a quanto contenuto nel nuovo decreto emanato lo scorso 17 novembre dal Ministero dell'Economia presieduto da Pier Carlo Padoan e pubblicato di recente sulla Gazzetta Ufficiale, le pensioni non subiranno alcun adeguamento e rimarranno sostanzialmente invariate per tutto il 2017. Come noto, gli assegni vengono ricalcolati di anno in anno tenendo conto dell'inflazione e dunque degli effetti che ha un eventuale incremento del costo della vita: per i prossimi dodici mesi il decreto approvato dal Governo ha deciso, di fatto, un sostanziale congelamento e quindi gli importi pagati rimarranno uguali a quelli del 2016.
IL MANCATO ADEGUAMENTO ALL'INFLAZIONE - Analizzando nel dettaglio tutte le misure previste nel decreto, si evince dunque che il trattamento pensionistico minimo sarà ancora di 501 euro mensili, mentre per quanto riguarda gli assegni sociali la quota sarà confermata a 448 euro. Insomma, sembra confermato il trend inaugurato dalla tanto criticata riforma promossa dall'ex ministro Elsa Fornero che, durante il governo di Mario Monti, aveva posto fine al tradizionale adeguamento pieno degli assegni agli indici di inflazione: la suddetta linea di tendenza è stata quindi reiterata dalle successive Leggi di Stabilità. Il nuovo congelamento ha però fatto storcere il naso a diverse associazioni di pensionati e il mancato conguaglio sui trattamenti pensionistici dal gennaio 2017 è stato criticato proprio perché non terrebbe affatto conto degli indici negativi dell'economia italiana e dell'inflazione che, a settembre, faceva registrare un -0,1% rispetto all'anno precedente.