Comune.info
Interessati i centri con meno di 5000 abitanti
Non ci sarà più l'unione forzata dei piccoli comuni!
Per i comuni con meno di 5000 abitanti era stata presa una decisione importante. Questi comuni avrebbero dovuto accorparsi entro il 31 Dicembre 2016. Questo accorpamento forzoso, però, non ci sarà più.
La notizia è stata data dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Renzi ha affermato, di fronte all'Assemblea nazionale dell'Anci, che i comuni con meno di 5000 abitanti non saranno forzati ad unirsi.
Il Presidente del Consiglio ha dichiarato che provvederà a modificare la parte della norma legislativa, che prevede la fusione dei piccoli comuni.
Secondo Renzi, la questione della fusione dovrà essere comunque affrontata, per procedere finalmente al riordino degli enti locali.
Ad ogni modo, la decisione di Renzi è stata ben accolta dall'assemblea dell'Anci, infatti se la proposta di fondere i piccoli comuni fosse andata in porto, avrebbe causato delle importanti modifiche territoriali, soprattutto nei 250 comuni della provincia di Cuneo.
Alcune dichiarazioni di Antonio Decaro
Antonio Decaro è il Presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani. Decaro ha affermato che la proposta di far unire i piccoli comuni tra di loro non era una buona decisione ed ha da sempre lottato per una modifica della legge che prevedeva la fusione.
Antonio Decaro ha dichiarato che le imposizioni dall'alto, in merito alle unioni fra i comuni, sono del tutto inutili. Il Presidente dell'Anciha anche detto che sarebbero necessari degli incentivi per le fusioni, soprattutto nelle aree montane.
Il Viceministro dell'Economia e alcuni problemi riguardanti i piccoli comuni
Il Viceministro dell'Economia si chiama Enrico Morando. Quest'ultimo ha evidenziato alcune problematiche riguardanti i piccoli comuni. In queste realtà, le spese per i prestiti e per il personale sono di gran lunga superiori, ripetto a quelle di un comune con delle dimensioni medie.
In più, nelle amministrazioni comunali molto piccole si verificano spesso dei problemi, riguardanti soprattutto il fatto che delle volte il numero delle liste è esagerato, considerato il numero dei residenti.
Per il Viceministro dell'Economia, il riordino degli enti locali è quindi assolutamente necessario e deve essere fatto con il coivolgimento dei comuni interessati.
Per i comuni con meno di 5000 abitanti era stata presa una decisione importante. Questi comuni avrebbero dovuto accorparsi entro il 31 Dicembre 2016. Questo accorpamento forzoso, però, non ci sarà più.
La notizia è stata data dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Renzi ha affermato, di fronte all'Assemblea nazionale dell'Anci, che i comuni con meno di 5000 abitanti non saranno forzati ad unirsi.
Il Presidente del Consiglio ha dichiarato che provvederà a modificare la parte della norma legislativa, che prevede la fusione dei piccoli comuni.
Secondo Renzi, la questione della fusione dovrà essere comunque affrontata, per procedere finalmente al riordino degli enti locali.
Ad ogni modo, la decisione di Renzi è stata ben accolta dall'assemblea dell'Anci, infatti se la proposta di fondere i piccoli comuni fosse andata in porto, avrebbe causato delle importanti modifiche territoriali, soprattutto nei 250 comuni della provincia di Cuneo.
Alcune dichiarazioni di Antonio Decaro
Antonio Decaro è il Presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani. Decaro ha affermato che la proposta di far unire i piccoli comuni tra di loro non era una buona decisione ed ha da sempre lottato per una modifica della legge che prevedeva la fusione.
Antonio Decaro ha dichiarato che le imposizioni dall'alto, in merito alle unioni fra i comuni, sono del tutto inutili. Il Presidente dell'Anciha anche detto che sarebbero necessari degli incentivi per le fusioni, soprattutto nelle aree montane.
Il Viceministro dell'Economia e alcuni problemi riguardanti i piccoli comuni
Il Viceministro dell'Economia si chiama Enrico Morando. Quest'ultimo ha evidenziato alcune problematiche riguardanti i piccoli comuni. In queste realtà, le spese per i prestiti e per il personale sono di gran lunga superiori, ripetto a quelle di un comune con delle dimensioni medie.
In più, nelle amministrazioni comunali molto piccole si verificano spesso dei problemi, riguardanti soprattutto il fatto che delle volte il numero delle liste è esagerato, considerato il numero dei residenti.
Per il Viceministro dell'Economia, il riordino degli enti locali è quindi assolutamente necessario e deve essere fatto con il coivolgimento dei comuni interessati.