Foggia: l'incendio nel campo nomadi a Rignano
Si indaga sulle cause, scoppia la polemica
Gli inquirenti continuano a indagare sul misterioso incendio scoppiato pochi giorni fa in un grande campo nomadi di Rignano Garganico (Foggia): le fiamme che hanno interamente distrutto quello che, nella zona, era conosciuto come il Gran Ghetto non dovrebbero aver avuto un'origine dolosa ma, intanto, cresce il malumore sulle politiche di accoglienza adottate dalla Regione Puglia.
Gli inquirenti continuano a indagare sul misterioso incendio scoppiato pochi giorni fa in un grande campo nomadi di Rignano Garganico (Foggia): le fiamme che hanno interamente distrutto quello che, nella zona, era conosciuto come il Gran Ghetto non dovrebbero aver avuto un'origine dolosa ma, intanto, cresce il malumore sulle politiche di accoglienza adottate dalla Regione Puglia.
L'INCENDIO NEL CAMPO NOMADI - L'incendio scoppiato nella notte tra l'1 e il 2 dicembreall'interno del Gran Ghetto di Rignano Garganico, piccolo comune in provincia di Foggia, continua a far discutere, mentre le forze dell'ordine stanno valutando se l'incidente sia semplicemente frutto di una casualità oppure sia stato appiccato volontariamente da qualcuno. Lo spaventoso rogo scoppiato in piena notte aveva colto di sorpresa gli occupanti del campo nomadi, distruggendo quasi tutte le baracche in cartone e causando anche l'intossicazione di due uomini: la causa più accreditata sarebbe il malfunzionamento di una stufetta improvvisata oppure di un fornello da campo, ma le conseguenze dell'accaduto, anche a livello politico, tengono ancora banco sui principali organi di informazione locali.
LE POLEMICHE SULLE POLITICHE DI ACCOGLIENZA - A seguito dell'incendio, più di 500 migranti sono stati infatti sfollati: per la maggior parte, si tratta di umili lavoratori stagionali che, spesso, sono vittime del caporalato e lavorano per una manciata di euro nelle campagne del foggiano. A insospettire gli inquirenti, al momento, è però un precedente che risale al 15 febbraio: anche in quell'occasione, un piccolo incendio scatenò il panico all'interno del Ghetto, sventrando alcune delle improvvisate abitazioni, ricostruite poche settimane dopo. L'episodio della scorsa notte, tuttavia, ha riportato nel mirino non solo i vertici della Regione Puglia che, in passato, avevano più volte spiegato che lo sgombero del campo era imminente: solo lo scorso 30 luglio, inoltre, la Prefettura di Foggia aveva annunciato il varo di una serie di iniziative con l'intento di favorire "uno spontaneo e progressivo allontanamento" dei migranti da quell'insediamento di fortuna, ricollocandoli in altra maniera dal momento che molti di loro sono spesso impegnati nella raccolta di prodotti agricoli nei campi.
L'INCENDIO NEL CAMPO NOMADI - L'incendio scoppiato nella notte tra l'1 e il 2 dicembreall'interno del Gran Ghetto di Rignano Garganico, piccolo comune in provincia di Foggia, continua a far discutere, mentre le forze dell'ordine stanno valutando se l'incidente sia semplicemente frutto di una casualità oppure sia stato appiccato volontariamente da qualcuno. Lo spaventoso rogo scoppiato in piena notte aveva colto di sorpresa gli occupanti del campo nomadi, distruggendo quasi tutte le baracche in cartone e causando anche l'intossicazione di due uomini: la causa più accreditata sarebbe il malfunzionamento di una stufetta improvvisata oppure di un fornello da campo, ma le conseguenze dell'accaduto, anche a livello politico, tengono ancora banco sui principali organi di informazione locali.
LE POLEMICHE SULLE POLITICHE DI ACCOGLIENZA - A seguito dell'incendio, più di 500 migranti sono stati infatti sfollati: per la maggior parte, si tratta di umili lavoratori stagionali che, spesso, sono vittime del caporalato e lavorano per una manciata di euro nelle campagne del foggiano. A insospettire gli inquirenti, al momento, è però un precedente che risale al 15 febbraio: anche in quell'occasione, un piccolo incendio scatenò il panico all'interno del Ghetto, sventrando alcune delle improvvisate abitazioni, ricostruite poche settimane dopo. L'episodio della scorsa notte, tuttavia, ha riportato nel mirino non solo i vertici della Regione Puglia che, in passato, avevano più volte spiegato che lo sgombero del campo era imminente: solo lo scorso 30 luglio, inoltre, la Prefettura di Foggia aveva annunciato il varo di una serie di iniziative con l'intento di favorire "uno spontaneo e progressivo allontanamento" dei migranti da quell'insediamento di fortuna, ricollocandoli in altra maniera dal momento che molti di loro sono spesso impegnati nella raccolta di prodotti agricoli nei campi.