Consegna della posta a giorni alterni: 77 comuni in protesta
Provvedimento entro il 23 maggio
Le proteste sono state molte ma pare che la decisione sia irrevocabile: i cittadini di ben 77 località dell’astigiano riceveranno la posta a giorni alterni. Al momento, è in atto un ricorso e c’è da augurarsi che le numerose rimostranze vengano prese in considerazione nelle sedi opportune. Per dovere di cronaca, è necessario fare presente che tale provvedimento segue una battaglia a colpi di ricorsi a cui lo scorso anno aveva preso parte l’ANCI del Piemonte. In tale occasione, i sindaci avevano chiesto all’associazione nazionale dei comuni italiani di fare ricorso al TAR del Lazio al fine di opporsi al provvedimento messo in atto da Poste Italiane.
Anche allora, il problema riguardava la consegna della posta a giorni alterni. La decisione di Poste Italiane era unilaterale ed i comuni non avevano alcuna intenzione di piegare la testa di fronte a quella che appariva come una decisione del tutto utilitaristica. Il servizio di consegna a giorni alterni sarebbe dovuto iniziare nel mese di gennaio, ma l’azienda ha optato per un rinvio. Cosa ne sarà, dunque, della corrispondenza dei comuni dell’astigiano coinvolti? Per adesso, l’unica cosa da fare è attendere la sentenza che pare dovrà essere emessa entro il prossimo 23 maggio.
A tale riguardo, l’ANCI si dice piuttosto ottimista. Ma perché i comuni si oppongono con così tanta forza alla consegna della posta a giorni alterni? Ciò che preoccupa i cittadini e le amministrazioni è la palese volontà di Poste Italiane di estromettere da una decisione così importante le parti in causa. In ogni caso, è importante tenere conto del fatto che la riorganizzazione della consegna della corrispondenza operata da Poste Italiane vede protagonisti tutti i comuni italiani e, pertanto, non è da escludere una protesta collettiva.
Il Piemonte, comunque, in termini numerici è la zona più interessata dal provvedimento di Poste Italiane. In buona sostanza, ciò che chiede l’ANCI è un confronto diretto ed aperto con Poste Italiane al fine di individuare un percorso comune volto a trovare una soluzione migliore dell’attuale. Insomma, a questo punto non resta che attendere per capire se Poste Italiane aprirà al dialogo.
Anche allora, il problema riguardava la consegna della posta a giorni alterni. La decisione di Poste Italiane era unilaterale ed i comuni non avevano alcuna intenzione di piegare la testa di fronte a quella che appariva come una decisione del tutto utilitaristica. Il servizio di consegna a giorni alterni sarebbe dovuto iniziare nel mese di gennaio, ma l’azienda ha optato per un rinvio. Cosa ne sarà, dunque, della corrispondenza dei comuni dell’astigiano coinvolti? Per adesso, l’unica cosa da fare è attendere la sentenza che pare dovrà essere emessa entro il prossimo 23 maggio.
A tale riguardo, l’ANCI si dice piuttosto ottimista. Ma perché i comuni si oppongono con così tanta forza alla consegna della posta a giorni alterni? Ciò che preoccupa i cittadini e le amministrazioni è la palese volontà di Poste Italiane di estromettere da una decisione così importante le parti in causa. In ogni caso, è importante tenere conto del fatto che la riorganizzazione della consegna della corrispondenza operata da Poste Italiane vede protagonisti tutti i comuni italiani e, pertanto, non è da escludere una protesta collettiva.
Il Piemonte, comunque, in termini numerici è la zona più interessata dal provvedimento di Poste Italiane. In buona sostanza, ciò che chiede l’ANCI è un confronto diretto ed aperto con Poste Italiane al fine di individuare un percorso comune volto a trovare una soluzione migliore dell’attuale. Insomma, a questo punto non resta che attendere per capire se Poste Italiane aprirà al dialogo.