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Poste, truffa da 500 mila euro

Funzionari sottraevano denaro dai libretti di risparmio

Una maxi-truffa ai danni di diversi clienti di Poste Italiane è stata smascherata dalla Polizia Postale: secondo gli inquirenti, la frode era stata ordita da una vera e propria organizzazione che agiva con la complicità di alcuni funzionari corrotti.

TRUFFA DA MIGLIAIA DI EURO - Un'organizzazione criminale ben strutturata, coadiuvata da alcuni funzionari facilmente corruttibili e, non ultimo, un complesso sistema di riciclaggio del denaro frodato per sfuggire ai controlli: è questo il quadro delineato dalla Polizia Postale di Bologna e Roma che, nell'ambito di un indagine condotta nell'Emilia Romagna e nel Lazio, ha smascherato una maxi-truffa di alcune centinaia di migliaia di euro perpetrata ai danni dei clienti di Poste Italiane.

Dopo quasi due anni di indagini, avviate nel settembre 2014 e coadiuvate dalla collaborazione dell'Ufficio Fraud Management delle Poste, è stato possibile ricostruire tutti i movimenti e il modus operandi di questo gruppo di professionisti, portando così all'arresto di sette persone. Il Gip di Bologna ha nel frattempo emesso infatti quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere e di tre ai domiciliari.

UN INTRICATO LABIRINTO DI FRODI - Di questi provvedimenti, due hanno riguardato proprio dei dipendenti degli Uffici Postali, vero perno di questa truffa e senza i quali non sarebbe stato possibile sottrarre denaro (il totale ammonta a 500mila euro) dai libretti postali di quindici clienti. In seguito, altri complici si occupavano di eseguire la truffa attraverso la modifica dei registri dei rapporti finanziari degli ignari correntisti e il conseguente trasferimento di ingenti giacenze su vari libretti di risparmio che erano stati clonati; solo successivamente avveniva il riciclaggio vero e proprio e l'incasso attraverso un semplice prelievo.

A quanto si apprende, l'organizzazione era attiva già dal 2014, quando uno dei componenti, un pregiudicato romano di 42 anni, aveva cominciato a reclutare alcuni dipendenti di Poste Italiane. Adesso tutti gli indagati del gruppo dovranno rispondere di una diversa casistica di reati che va dalla frode informatica al riciclaggio di denaro, fino ad arrivare al falso documentale.

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