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Dalle 7 alle 23 del 4 Dicembre ci sarà il referendum, esso porterà gli italiani a decidere se votare Si o no alla rinominata legge Boschi, dove ci saranno delle modifiche all'assetto delle istituzioni. Questo referendum vedrà la riforma di diversi articoli della Costituzione italiana ed è un evento mai verificatosi da quando la suddetta costituzione entro in vigore.

Di seguito ci saranno le spiegazioni su questo referendum dove non mancheranno i pareri degli schieramenti, ovvero quelli a favore del si e del no, che ovviamente sono in contrasto tra loro. 

Si dovrà decidere in merito al bicameralismo paritario e la riduzioni del numero dei parlamentari, oltre che alla sopressione del Cnel andando così a ridurre i costi.

Cambierà anche il numero dei senatori e dei loro compiti, inoltre ci sarà una riforma per l'elezione del Presidente della Repubblica. La camera dei deputati, oltre ad avere l'attività legislativa, potrà esprimere la fiducia del governo. Da non sottovalutare poi le modifiche che si saranno nel rapporto che ci sarà tra le regioni e lo stato né come verranno presentate le leggi d'iniziativa popolare.

L'altra modifica importante riguarda la Camera ed il Senato, dove la prima avrà maggiori poteri rispetto alla seconda, come quelli decisionali. Questo è ciò che si definisce per Bicameralismo perfetto.

Al Senato toccherà essere il collante tra lo Stato, i comuni e le regioni ed inoltre avrà il compito di vigilare sulle pubbliche amministrazioni. 

Lo stesso numero dei senatori scenderà vertiginosamente, anche il modo di eleggerli sarà differente. Ce ne saranno uno per ogni regione più alcuni scelti dal Presidente della Repubblica, i restanti invece saranno i consiglieri regionali che faranno totalizzare un numero di 100 senatori. Essi verrano pagati come amministratori locali e la loro carica dipenderà dalla durata del consiglio regionale, inoltre la soglità d'età per poter essere senatori non sarà più di 40 anni.

L'elezione del Presidente della Repubblica si modificherà rispetto a quella che c'è oggi. Fino al quarto scrutinio ci sarà bisogno dei due terzi dei parlamentari poi occorreranno solo i tre quinti. In caso si arrivasse al settimo scrutinio servirà la maggioranza dei tre quinti dei votanti. 

Tra le varie modifiche ci sarà anche l'abolizione delle province e delle loro varie competenze legislative. Mentre lo Stato avrà molte più competenze, andando dalle politiche sociali al turismo, passando per la salute e la produzione. 

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