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Remo Ceserani ci ha lasciati, il padre della Letteratura comparata italiana

22 novembre 1933 - 31 ottobre 2016

Lo scorso 31 ottobre è venuto a mancare Remo Ceserani,uno dei più importanti studiosi di Letterature comparate, uno dei massimi riformatori di questa disciplina che non è sempre ben vista nel mondo accademico.

Remo Ceserani nacque a Soresina, in provincia di Cremona il 22 novembre 1933 ed è stato un po dei più importanti accademici, nonchè critico letterario e uno dei maggiori studiosi di letteratura comparata. Infatti Remo Ceserani ebbe la sua prima cattedra di Letterature comparate nel 1985, dopo che questa materia era scomparsa per oltre un decennio dagli ordinamenti didattici nazionali. Lo studioso all'epoca, con coraggio, si espose in prima persona e investì tutto il suo prestigio, acquisito grazie a una carriera accademica di livello internazionali e da una serie di pubblicazioni di notevole importanza. Cesarani ha infatti insegnato negli atenei di Genova, Pisa e Bologna, ma è anche stato visiting professor in diverse università di prestigio come Berkeley, Harvard, Zurigo,Tübingen e Stanford. Ha inoltre dato alla pubblicazione testi fondamentali sul Boccaccio e sull'Ariosto, ma si è occupato anche dello studio della mediazione culturale, come ad esempio nella "Guida allo studio della letteratura", edito da Laterza, o "Il testo narrativo: istruzioni per la lettura e l’interpretazione", qui insieme ad Andrea Bernardelli, edito da il Mulino, giusto per citarne alcuni tra i più importanti ma sua fu anche la prima monografia in lingua italiana sul postmoderno, per l'editore Bollati Borlinghieri, cioè "Raccontare il postmoderno".

Chi l'ha conosciuto a livello personale descrive l' uomo e lo studioso, accomunati da una curiosità inesauribile, privo di snobismo culturale, sempre generoso, aperto agli incontri e a nuove esperienze, fondamentalmente ottimista. Per Ceserani l'azione del pensare e quella del trasmettere erano sinonimi. Il pensiero non era mai chiuso, nulla era privo di importanza da non poter essere divulgato e nulla era troppo importante da dover restare segreto. In seguito alla sua scomparsa la cultura italiana perde un grande divulgatore e un immenso maestro. La sua più importante eredità, lasciata ai suoi tanti allievi e ai suoi numerosi lettori, è quella di aver dimostrato come l'intelligenza non sia destinata a produrre tristezza ma allegria. 

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