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Attentato ad Aleppo: trovate fosse comuni

E' il Ministero della Difesa a farne la scoperta

È stato il Ministero della Difesa di Mosca ad elargire la notizia del ritrovamento delle fosse comuni ad Aleppo. Al loro interno sono stati rinvenuti corpi di diverse decine di siriani che torturati e mutilati prima di essere uccisi.

La scoperta è stata fatta dai militari russi e nella parte di Aleppo finalmente chiusa a ribelli e qaedisti. Mentre la guerra continua, da una parte infatti i bombardamenti aerei lanciati su ciascuna del città nei dintorni di Damasco, dall'altra l'Isis con le autobombe fanno circa una trentina di morti. Questi morti gettati in seguito nelle fosse comuni presentavano evidenti segni di massacro e di mutilazione, altri invece riportavano i segni di arma da fuoco, così come afferma lo stesso portavoce del ministero della Difesa russa Igor Konashenkov. Nemmeno duranti i cinque anni e mezzo di guerra civile sono state risparmiate le torture e le minacce.

Il terrore però continua anche dopo che i ribelli hanno lasciato Aleppo perché prima di andare via si sono occupati di seminare mine e trappole esplosive. Ciò è stato affermato con certezza dalle forze governative dell'Ondus (Osservatorio Nazionale per i diritti umani in Siria), essi hanno infatti raccolto alcune testimonianze riguardo al massacro di 63 soldati di Damasco a partire dal 22 dicembre, ovvero quando era già stato riacquistato il controllo della della città.

Con l'occasione della giornata di Natale, Bashar al Assad, il presidente della Siria ha visitato il sobborgo di Sednaya dove si trova la sede di un orfanotrofio cristiano in compagnia di sua moglie Asma. Non sono mancate per questo anche le foto da pubblicare sulla pagina personale di Facebook assieme ai bambini e alle suore dell'isituto.

Anche il Papa ha lanciato il suo appello affinché questa guerra potesse terminare ma per il momento le armi non smettono di fare il fuoco su ogni fronte della città per contrastare sia la fuga dei civili dalla Siria e sia l'avanzamento delle Forze dell'Ordine che si dirigono su tutti i confini dello Stato, proprio dove sono in atto scontri e combattimenti.

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