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Roma alle strette con le minacce dei parcheggiatori abusivi

A seguire anche gli ausiliari del traffico

Una grossa piaga delle città di tutta la penisola italiana rappresenta quella dei parcheggiatori abusivi, essi sono sparsi ovunque, anche in zone dove molte volte la loro presenza è abbastanza superflua.

Nella città di Roma si possono trovare in ogni luogo, andando dai cimiteri alle piazze, fino alla basilica di San Pietro, tutti pronti a chiedere denaro ai proprietari di auto e scooter. Oramai i conducenti di tali mezzi si sentono obbligati a dover fornire loro di queste mance, visto che il clima che si è creato evidenzia che in caso di rifiuto si rischia di subire violenze fisiche o danni alle auto. Caso vuole infatti che poche sere fa, in zona Parioli c'è stata una situazione molto grave: si tratta di un accoltellamento da parte del parcheggiatore nei confronti di un conducente, il quale non aveva intenzione di pagare alcun costo. 

Tra la folta schiera di questi nullatenenti non figurano solo persone italiane, ma bensì molti stranieri. La maggior parte di essi sono di nazionalità africana e si sono integrati alla perfezione nel contesto italiano. Hanno imparato il metodo idoneo a racimolare denaro ai vari automobilisti e così gestiscono un giro economico alquanto vantaggioso. 

E' facile quindi trovare parcheggi abusivi dove molte persone addirittura lasciano le chiavi delle proprie auto per farle parcheggiare a questi parcheggiatori, come nel caso della zona di piazzale Clodio. Ci sono poi anche altre zone che si caratterizzano per i parcheggiatori che ci sono, da quelli che pretendono il pagamento anche laddove non si paga, come Campo dei fiori, o chi fa parcheggiare dove non si può in zona Testaccio. Si arriva poi a quelli che fanno parcheggiare, in cambio di una mancia, laddove in caso di arrivo dei vigili, avvisano il conducente che subito accorre a spostare l'auto. 

Il fondo però si tocca quando ad infrangere le regole sono gli ausiliari del traffico, essi nel quartiere di Ostiense preferiscono effettuare di loro volta uno sconto sui minuti di sosta per poi intascare la cifra economica senza fattura, andando così a sottrarla al comune stesso dove loro lavorano.

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