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I comuni sono discordi sulla rottamazione delle cartelle Equitalia

La possibilità di rottamare i debiti Equitalia è stata accolta in modo discordante tra i comuni italiani. Il lavoro svolto dagli agenti di Equitalia per la riscossione delle cartelle arrivate dal 2000 al 2016 ha trovato consensi nei comuni più piccoli, mentre le amministrazioni più grandi non hanno deliberato.

La situazione è molto complicata in quanto potrebbe accadere che due abitanti di due comuni limitrofi possano agire in maniera totalmente opposta, uno potrebbe avere diritto ai tagli sulle sanzioni e sugli interessi di vecchi debiti, l'altro no.

Di seguito riportiamo sommariamente la situazione italiana nei confronti della sanatoria. I Comuni che hanno deliberato per la rottamazione delle cartelle sono: Andria, Lecce, Brindisi, Taranto, La Spezia, Foggia, Padova, Novara, Cuneo, Biella, Pavia, Cremona, Piacenza, Modena, Forlì Cesena, Pesaro Urbano, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Lecco, Benevento, Sassari.

I comuni che non hanno aderito sono: Venezia, Verona, Imperia, Genova, Lanusei, Parma, Potenza, Chieti, Teramo, L'Aquila, Arezzo, Livorno, Lucca, Firenze, Bologna, Ferrara, Rimini, Ravenna, Isernia, Alessandria, Torino, Gorizia, Milano, Lodi, Monza, Como, Rieti, Bari.

Per i Comuni che hanno aderito alla delibera il termine in cui è fissato il pagamento in un'unica rata o in cinque soluzioni per saldare i debiti con Equitalia è da luglio, entro maggio i conteggi.
 

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