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Saldi 2017: gli obblighi dei venditori

Il 5 gennaio inizieranno i saldi in quasi tutte le regioni italiane.

Quest'anno tutte le regioni italiane (o quasi) hanno fissato un'unica data per l'inizio dei saldi invernali: il 5 gennaio. Solo in Sicilia ed in Basilicata sono iniziati già da lunedì 2.

Ad essere diverso, però, sarà l'ultimo giorno di saldi. Esso sarà:

Secondo quanto stimato dall'Ufficio di Studi di Confcommercio, ogni famiglia italiana spenderà in media 344 euro per acquisti di vario tipo durante questo periodo, per un totale di 5,3 miliardi di euro. L'Adoc, invece, sostiene che saranno molti meno i soldi spesi a famiglia, in quanto oggi è fortemente consolidata la tendenza di acquistare on-line, e questo è stato dimostrato dal successo del Black Friday e del Cyber Monday, degli scorsi 25 e 28 novembre.

I consumatori devono prestare molta attenzione a non subire delle vere e proprie truffe dai commercianti: è bene che, se si è interessati ad un prodotto in vendita in un negozio e si sta aspettando l'inizio dei saldi per acquistarlo, ci si rechi nel suddetto negozio qualche giorno prima, magari fotografando il cartellino con il prezzo non scontato. In questo modo, all'inizio dei saldi, sarà possibile verificare se il negoziante avrà effettivamente applicato lo sconto sul prodotto. Si, perché purtroppo capita spesso che i negozianti, all'entrata dei saldi, gonfino in prezzo iniziale del prodotto, per ingannare il consumatore ed indurlo ad acquistare un articolo che, in realtà, è stato scontato molto meno di quello che dovrebbe o, in alcuni casi, affatto.

I commercianti, per l'appunto, devono necessariamente rispettare alcuni obblighi, ovvero:

Attenzione però che, consentire al cliente di provare un capo di abbigliamento non è obbligatorio per il venditore, quindi è bene controllare bene l'articolo prima di acquistalo, dal momento che la possibilità di consentire un cambio non è imposta dalla legge, a meno che si tratti di un articolo difettoso, a differenza di ciò che riguarda gli acquisti on-line, per i quali il consumatore ha diritto al ripensamento. Tornando all'obbligo per il commerciante di sostituire la merce difettosa, se questo non è possibile, il cliente potrà chiedere la riparazione del bene senza dover sostenere alcuna spesa accessoria, oppure che gli vengano restituiti i suoi soldi, e non un buono da spendere nel negozio in questione. Per denunciare il difetto, il consumatore ha 2 mesi di tempo.

Nel caso in cui il negoziante non voglia adempiere ai propri doveri imposti dalla legge, il consumatore potrà rivolgersi ad un giudice di pace.

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