Scontro fra treni causato dal sistema di controllo obsoleto
Acclamata la tragedia
Sembra ormai acclarata la causa dell’immane tragedia, che ha colpito un centinaio di passeggeri che si trovavano a bordo di due treni delle Ferrovie Nord Bari, treni che sono stati coinvolti in un pauroso scontro nelle campagne pugliesi. Gli investigatori stanno concentrando le loro indagini sul "via libera" dato dal capo stazione di Andria, via libera che si basava su una comunicazione ricevuta da un sistema ormai obsoleto.
L’uomo che è stato sentito già due volte dagli investigatori, ha spiegato perché abbia dato via libera al treno, un "via libera" che di fatto ha provocato l’immane tragedia qualche minuto più tardi. Il pool di magistrati indaga inoltre senza soluzione di continuità, sui ritardi che hanno portato al mancato ammodernamento della linea ferrata oggetto del disastro, esso era previsto per la fine dell’anno passato, e adesso gli inquirenti vogliono vederci chiaro sul essa non sia avvenuto. La linea è infatti una delle ultime presenti su tutta la rete nazionale, che oltre ad essere a binario unico perché, non è dotata del sistema di blocco automatico, sistema che in caso di errore umano interrompe la circolazione dei treni in maniera preventiva.
Sul fronte del bilancio dell’incidente le cifre si sono chiarite, con 23 morti accertati e 27 feriti ancora ricoverati (di cui sette in prognosi riservata). Si deve ancora chiarire la mancanza nelle liste di quattro persone, esse sono state ricercate dai parenti (in un caso dall’ambasciata francese) ma i loro resti non risultano tra quelli finora recuperati. Imponente la gara di solidarietà che vede moltissimi cittadini in fila per donare il sangue necessario alle cure dei feriti, tra di loro anche l’intero equipaggio di una nave militare polacca, in arrivo nel porto di Augusta. Sul luogo dello scontro procedono incessantemente i lavori. L’obiettivo è quello di mettere in sicurezza la tratta e allo stesso tempo salvaguardare le indagini che si prevedono abbastanza complesse, e che hanno subito un’accelerazione con il ritrovamento questa mattina delle due scatole nere dei convogli.
L’uomo che è stato sentito già due volte dagli investigatori, ha spiegato perché abbia dato via libera al treno, un "via libera" che di fatto ha provocato l’immane tragedia qualche minuto più tardi. Il pool di magistrati indaga inoltre senza soluzione di continuità, sui ritardi che hanno portato al mancato ammodernamento della linea ferrata oggetto del disastro, esso era previsto per la fine dell’anno passato, e adesso gli inquirenti vogliono vederci chiaro sul essa non sia avvenuto. La linea è infatti una delle ultime presenti su tutta la rete nazionale, che oltre ad essere a binario unico perché, non è dotata del sistema di blocco automatico, sistema che in caso di errore umano interrompe la circolazione dei treni in maniera preventiva.
Sul fronte del bilancio dell’incidente le cifre si sono chiarite, con 23 morti accertati e 27 feriti ancora ricoverati (di cui sette in prognosi riservata). Si deve ancora chiarire la mancanza nelle liste di quattro persone, esse sono state ricercate dai parenti (in un caso dall’ambasciata francese) ma i loro resti non risultano tra quelli finora recuperati. Imponente la gara di solidarietà che vede moltissimi cittadini in fila per donare il sangue necessario alle cure dei feriti, tra di loro anche l’intero equipaggio di una nave militare polacca, in arrivo nel porto di Augusta. Sul luogo dello scontro procedono incessantemente i lavori. L’obiettivo è quello di mettere in sicurezza la tratta e allo stesso tempo salvaguardare le indagini che si prevedono abbastanza complesse, e che hanno subito un’accelerazione con il ritrovamento questa mattina delle due scatole nere dei convogli.