Sicilia: i comuni in dissesto dichiarano guerra a chi evade le tasse
20 comuni
Venti dei trecentonovanta Comuni siciliani sono ufficialmente in dissesto. E gli amministratori di tutti questi enti, nei giorni scorsi, hanno ben pensato di riunirsi per discutere sul da farsi e analizzare le cause che potrebbero aver determinato questa tragica situazione.
Venti dei trecentonovanta Comuni siciliani sono ufficialmente in dissesto. E gli amministratori di tutti questi enti, nei giorni scorsi, hanno ben pensato di riunirsi per discutere sul da farsi e analizzare le cause che potrebbero aver determinato questa tragica situazione. Si sono incontrati per una seconda volta, dopo l'assemblea di Caltagirone, nella sala consiliare del municipio di Barrafranca, in provincia di Enna, dando luogo ad un dibattito piuttosto interessante e, soprattutto, positivo.
Tantissimi i relatori che hanno preso la parola nel corso della riunione fiume. Al microfono si sono alternati assessori al Bilancio e primi cittadini, per lo più, che hanno snocciolato dati e passato in rassegna i possibili errori alla base del dissesto finanziario dei Comuni da essi amministrati. Tutti gli enti che hanno preso parte all’incontro hanno chiesto la sospensione del patto di stabilità, nella speranza di poter iniziare l’anno nuovo con lo spirito e i progetti giusti per risanare le casse del paese.
Tra le criticità comuni riscontrate dai presenti in aula ci sarebbe, senza ombra di dubbio, l’aumento esponenziale dei costi relativi al servizio di smaltimento dei rifiuti, decisamente troppo oneroso per alcune amministrazioni che non incassano quanto si aspetterebbero. Il dissesto potrebbe essere riconducibile, inoltre, sempre stando agli interventi registrati nella sala consiliare di Barrafranca, alla crisi di liquidità, alle spese del personale, al fenomeno dell’evasione delle tasse e alle difficoltà nel processo di armonizzazione della contabilità.
Gli amministratori che hanno preso parte alla riunione hanno pertanto deciso di fare fronte comune e di elaborare un documento da inviare alle Regioni e al governo nazionale, all’interno del quale proporre una o più soluzioni condivise all’atavica questione dell’evasione dei tributi locali, che crea uno squilibrio notevole tra entrate ed uscite. Al termine dell’incontro è stato fatto notare, infine, che molti altri Comuni siciliani, nell’immediato futuro, potrebbero dichiarare il dissesto a causa dei tagli ai finanziamenti nazionali e regionali, in assenza dei quali gli enti locali proprio non riescono a far quadrare i bilanci.
Tantissimi i relatori che hanno preso la parola nel corso della riunione fiume. Al microfono si sono alternati assessori al Bilancio e primi cittadini, per lo più, che hanno snocciolato dati e passato in rassegna i possibili errori alla base del dissesto finanziario dei Comuni da essi amministrati. Tutti gli enti che hanno preso parte all’incontro hanno chiesto la sospensione del patto di stabilità, nella speranza di poter iniziare l’anno nuovo con lo spirito e i progetti giusti per risanare le casse del paese.
Tra le criticità comuni riscontrate dai presenti in aula ci sarebbe, senza ombra di dubbio, l’aumento esponenziale dei costi relativi al servizio di smaltimento dei rifiuti, decisamente troppo oneroso per alcune amministrazioni che non incassano quanto si aspetterebbero. Il dissesto potrebbe essere riconducibile, inoltre, sempre stando agli interventi registrati nella sala consiliare di Barrafranca, alla crisi di liquidità, alle spese del personale, al fenomeno dell’evasione delle tasse e alle difficoltà nel processo di armonizzazione della contabilità.
Gli amministratori che hanno preso parte alla riunione hanno pertanto deciso di fare fronte comune e di elaborare un documento da inviare alle Regioni e al governo nazionale, all’interno del quale proporre una o più soluzioni condivise all’atavica questione dell’evasione dei tributi locali, che crea uno squilibrio notevole tra entrate ed uscite. Al termine dell’incontro è stato fatto notare, infine, che molti altri Comuni siciliani, nell’immediato futuro, potrebbero dichiarare il dissesto a causa dei tagli ai finanziamenti nazionali e regionali, in assenza dei quali gli enti locali proprio non riescono a far quadrare i bilanci.