Smaltimento eternit: incentivi ed agevolazioni
Incentivi per lo smaltimento dell'amianto
L'eternit, materiale usato a partire dagli anni '60 in molti settori, è ancora oggi largamente diffuso, sebbene il suo utilizzo sia vietato dal 1992.
Il fibrocemento, infatti, fu ampiamente utilizzato nel settore dell'edilizia sotto forma di lastre per coperture, tubi e cisterne ma anche nel settore dei trasporti navali e ferroviari per la coibentazione dei mezzi. Lodato all'epoca per le sue qualità di resistenza e versatilità, l'amianto uccideva silenziosamente, come un killer spietato, migliaia di cittadini. Ancora oggi l'eternit causa 4000 morti l'anno.
Alcune regioni e città italiane, però, hanno intrapreso percorsi volti a favorire la bonifica e rimozione dell'amianto. Un esempio tra tutti, il finanziamento erogato dalla regione Veneto ai comuni destinato ad interventi di rimozione e smaltimento di coperture e manufatti in fibrocemento. Come indicato da un comunicato stampa dell'ANCI, sono 31 i comuni veneti beneficiari del contribuito che porterà alla bonifica di 33 siti tra i quali edifici pubblici, impianti sportivi e scuole. Sono stati pubblicati piani per la bonifica dell'amianto anche in Puglia e Sardegna. Sostanzioso anche il contributo, della cifra complessiva di 267 milioni di euro, previsto dal Bando INAIL ISI 2015, tramite il quale le imprese hanno ottenuto un incentivo per gli interventi di messa in sicurezza.
Altre iniziative degne di nota sono quelle intraprese da numerosi comuni d'Italia, che prevedono l'erogazione di contributi ai cittadini per gli interventi di smaltimento eternit. Fra questi, il comune di Rimini ha elargito contributi a fondo perduto, pari al 50% della spesa effettuata, per i cittadini che si rivolgono a ditte specializzate per interventi di bonifica, rimozione e smaltimento eternit. Nonostante la legge 257/92 (Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto) prevedesse l'obbligo per le regioni di redigere piani regionali di bonifica dell'amianto entro 180 giorni, alcune di esse ne sono tutt'ora sprovviste.
La questione amianto, a più di 20 anni dalla legge che ne vieta la produzione, la vendita e l'utilizzo, resta aperta, e i ritardi negli interventi di bonifica sono piuttosto evidenti.
Il fibrocemento, infatti, fu ampiamente utilizzato nel settore dell'edilizia sotto forma di lastre per coperture, tubi e cisterne ma anche nel settore dei trasporti navali e ferroviari per la coibentazione dei mezzi. Lodato all'epoca per le sue qualità di resistenza e versatilità, l'amianto uccideva silenziosamente, come un killer spietato, migliaia di cittadini. Ancora oggi l'eternit causa 4000 morti l'anno.
Alcune regioni e città italiane, però, hanno intrapreso percorsi volti a favorire la bonifica e rimozione dell'amianto. Un esempio tra tutti, il finanziamento erogato dalla regione Veneto ai comuni destinato ad interventi di rimozione e smaltimento di coperture e manufatti in fibrocemento. Come indicato da un comunicato stampa dell'ANCI, sono 31 i comuni veneti beneficiari del contribuito che porterà alla bonifica di 33 siti tra i quali edifici pubblici, impianti sportivi e scuole. Sono stati pubblicati piani per la bonifica dell'amianto anche in Puglia e Sardegna. Sostanzioso anche il contributo, della cifra complessiva di 267 milioni di euro, previsto dal Bando INAIL ISI 2015, tramite il quale le imprese hanno ottenuto un incentivo per gli interventi di messa in sicurezza.
Altre iniziative degne di nota sono quelle intraprese da numerosi comuni d'Italia, che prevedono l'erogazione di contributi ai cittadini per gli interventi di smaltimento eternit. Fra questi, il comune di Rimini ha elargito contributi a fondo perduto, pari al 50% della spesa effettuata, per i cittadini che si rivolgono a ditte specializzate per interventi di bonifica, rimozione e smaltimento eternit. Nonostante la legge 257/92 (Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto) prevedesse l'obbligo per le regioni di redigere piani regionali di bonifica dell'amianto entro 180 giorni, alcune di esse ne sono tutt'ora sprovviste.
La questione amianto, a più di 20 anni dalla legge che ne vieta la produzione, la vendita e l'utilizzo, resta aperta, e i ritardi negli interventi di bonifica sono piuttosto evidenti.