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Protesta Taxi: ecco le ragioni

Attacco contro Uber

Oggi 21 febbraio 2017, la prima conquista della maxi rivolta dei tassisti: verranno ascoltati i portavoce della categoria in Senato.
Oggi 21 febbraio 2017, la prima conquista della maxi rivolta dei tassisti: verranno ascoltati i portavoce della categoria in Senato.

I blocchi alla circolazione di questi giorni nelle maggiori città italiane si sono rivelati utili. Questa forma di malcontento espressa con la mobilitazionedei tassisti e il conseguente disservizio è sempre servita a raggiungere degli obiettivi. Ricordiamo ad esempio la protesta contro il rilascio delle licenze.

Perché questa volta i tassisti si sono bloccati? La categoria protesta con l'emendamento Milleproroghe, che ha rimandato il termine ultimo per risolvere la questione dell'esercizio abusivo dei trasporti al 31 dicembre 2017.

A far scatenare le polemiche è stato Uber, l'app creata nel 2009 che consente di trovar un mezzo di trasporto nelle vicinanze e in tempi brevi. In questo modo l'NCC non ha più un bacino di utenza limitato, domanda e offerta si incontrano gratis e senza impegno. Con l'emendamento decadrebbe in questo modo anche la legge quadro del '92 che che impone agli autisti di tornare in rimessa tra una corsa e l'altra.

Altro motivo di lamentela insieme alle licenze libere, la doppia targa: cioè la possibilità di avere più mezzi con la stessa licenza. Ultimo ma non per importanza, lo sviluppo di app che rendono il transito di cose e persone facile ed economico. Pensiamo a siti internet come Lyft, BlaBlaCar etc. che rendono chiunque abbia un autoveicolo e un di iniziativa un “conducente di professione”.

Intanto, mentre i tassisti contnuano la loro lotta, ai cittadini rimane il disagio di non trovare più taxi negli aree proncipali delle grandi città.

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