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L'allarme parte da Venezia
L'allarme è stato lanciato da Luigi Brugnaro, il sindaco di Venezia che, dal giorno del suo insediamento, sta portando avanti questa battaglia: in città ci sono troppi turisti contemporaneamente e per i residenti la vita diventa un inferno. Certo, parlare di turismo a numero chiuso sembra quasi un'assurdità, visto l'appeal e il richiamo del Bel Paese, ma il primo cittadino della città lagunare sottolinea che soprattutto il turismo mordi e fuggi comporta più spese che vantaggi per il territorio e il rapporto tra i visitatori e i cittadini residenti rischia di farsi conflittuale. Lo stesso Brugnaro è comunque consapevole che non si sta parlando di un locale privato in cui è possibile regolamentare gli accessi: diluire il numero di visitatori entrerebbe in conflitto con il diritto di movimento dei cittadini.
Il 2016 sta addirittura superando i già straordinari dati di incremento turistico del 2015 in Italia. Dal +5% di Venezia arriviamo fino al +20% delle Cinque Terre. Una vera e propria invasione che sta preoccupando gli amministratori locali. Cosa fare quindi? A Pompei, al Colosseo, al Cenacolo di Leonardo da Vinci, nel Parco nazionale dell'Abruzzo, giusto per fare alcuni esempi, hanno deciso di mettere un limite massimo agli accessi giornalieri. In questo caso parliamo di luoghi recintati o protetti; un discorso simile, però, non è pensabile per le città. Brugnaro lancia quindi un appello al governo chiedendo il riconoscimento di "luogo speciale" per alcune località italiane con poteri speciali per i sindaci.
Il sottosegretario del Ministero dei Beni Culturali, Dorina Bianchi, lascia spazio ad un confronto, spiegando che si potrebbe avviare un tavolo tecnico per individuare criticità e possibili soluzioni. Inoltre il governo sta lavorando ad un progetto strategico per diversificare l'offerta turistica e decongestionare tutte quelle mete prese oggi d'assalto dai turisti di tutto il mondo. Uno dei compiti principali spetterebbe all'Agenzia nazionale per il turismo che dovrebbe realizzare un sistema di dissuasione in rete in grado di far capire a chi sta per arrivare che il luogo scelto è già sovraffollato e che non potrebbe quindi goderne appieno, avrebbe difficoltà a usufruire di tutti quei servizi di cui avrebbe bisogno. Il tutto, naturalmente, prima del suo arrivo.
Il 2016 sta addirittura superando i già straordinari dati di incremento turistico del 2015 in Italia. Dal +5% di Venezia arriviamo fino al +20% delle Cinque Terre. Una vera e propria invasione che sta preoccupando gli amministratori locali. Cosa fare quindi? A Pompei, al Colosseo, al Cenacolo di Leonardo da Vinci, nel Parco nazionale dell'Abruzzo, giusto per fare alcuni esempi, hanno deciso di mettere un limite massimo agli accessi giornalieri. In questo caso parliamo di luoghi recintati o protetti; un discorso simile, però, non è pensabile per le città. Brugnaro lancia quindi un appello al governo chiedendo il riconoscimento di "luogo speciale" per alcune località italiane con poteri speciali per i sindaci.
Il sottosegretario del Ministero dei Beni Culturali, Dorina Bianchi, lascia spazio ad un confronto, spiegando che si potrebbe avviare un tavolo tecnico per individuare criticità e possibili soluzioni. Inoltre il governo sta lavorando ad un progetto strategico per diversificare l'offerta turistica e decongestionare tutte quelle mete prese oggi d'assalto dai turisti di tutto il mondo. Uno dei compiti principali spetterebbe all'Agenzia nazionale per il turismo che dovrebbe realizzare un sistema di dissuasione in rete in grado di far capire a chi sta per arrivare che il luogo scelto è già sovraffollato e che non potrebbe quindi goderne appieno, avrebbe difficoltà a usufruire di tutti quei servizi di cui avrebbe bisogno. Il tutto, naturalmente, prima del suo arrivo.