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Truffe nelle televendite di gioielli?

I conduttori in carcere

Nell'emmittenti televisive italiane private c'è stata una truffa da parte delle televendite, dove venivano spacciati per buoni dei gioielli di valore alquanto basso acquistati nei paesi del continente asiatico. A condurre tale operazione soprannominata Dynasty, ci hanno pensato i carabinieri e tutto ciò è andato ai danni del gruppo genovese D'Anna.

Tra gli arrestati, sia in galera che ai domiciliari, a subire una condanna è stato anche un notaio di Savona che è stato interdetto dalla sua professione. Oltre a tutto ciò però nel sequestro sono rientrati la cifra di 10 milioni di euro di cui facevano parte sia immobili che conti correnti, oltre a bene materiali come gioiellerie, moto ed auto, alla lunga lista poi si vanno ad aggiungere anche compro oro e società. I reati commessi sono tanti andando dal riciclaggio di beni e denaro dalla provenienza illecita fino ad arrivare alla frode in commercio aggravata.

Non mancano poi l'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati di truffa contrattuale, in merito a ciò hanno subito l'arresto diverse persone. Nella famiglia D'Anna sono stati arrestati sia Ruben che Giuseppe Maria, quest'ultimo è il fondatore dell'omonimo gruppo ed essendo 70nne ha avuto i domiciliari. Oltre a sopra citati però in manette ci sono finiti anche la compagna di Ruben e la compagna di Roberto Peragine, anche quest'ultimo però ha ricevuto la condanna agli arresti domiciliari.

Lo stesso fondatore genovese sopra citato, già dagli anni 80 quando nella città di Genova fondò questa carriera commerciale nelle telepromozioni ha avuto problemi con la giustizia. L'accusa era sempre per la vendita di oggetti non conformi a come venivano proposti nelle televendite ricevendo così anche la condanna per ricettazione. Ad aggiungersi poi alla fedina penale di costui c'è stato nell'anno 2002 il reato di evasione fiscali con cifre alquanto importanti che si aggirano intorno ai miliardi di lire. Ma le indagini delle Fiamme Gialle non è riuscita però ad arrestare le illegalità che tale società genovese aveva commesso per anni.

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