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Apre il museo dell'Agro-Veientano
   Intervista

Apre il Museo dell’Agro-Veientano

Formello con orgoglio presenta il Museo


E' sempre bene ricordare la definizione dell'ICOM su che cosa sia un museo "Il Museo è un'istituzione permanente senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperto al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali e immateriali dell'uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva,le comunica e specificatamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto."
Il Museo dell’Agro-Veientano sembrava una favola senza il giusto e lieto finale e invece domani la grandissima inaugurazione al pubblico. Un momento atteso da diversi anni. La direttrice del Museo, Iefke van Kampen, ci ha gentilmente aperto le porte dei nuovi spazi. E noi ne abbiamo approfittato per porle diverse domande che vi proporremo in due articoli separati vista la notevole quantità di informazioni che possono interessare gli amanti dell’arte.

Dottoressa van Kampen, ci può raccontare da che anno si inizia a materializzare l’idea di un Museo a Formello?
"Dal 1992. E’ stato il furto della testa del Maripara a far scaturire la necessità di mettere al sicuro i reperti da avvenimenti di questo tipo. Per fare alcuni esempi: sopra i piedi del Maripara è stata ritrovata traccia evidente di bruciatura da fuoco, nell'iscrizione del Sorbo le lettere erano state "ri-tracciate" col pennarello, il sarcofago di Selvapiana  conteneva una colata di cemento all’interno per evitarne il furto.
Comunque l'idea di un museo civico ha origini più antiche: almeno negli anni '60 con Bruno Sbardella che ne tentò la realizzazione per la prima volta."

Quali ruoli sono stati fondamentali per avviare le pratiche di un museo civico?
"La dottoressa Federica della Ratta Rinaldi, specializzata in età romana, ha avuto il ruolo principale. Ha portato all’approvazione la  Delibera di G.C. n. 34 del 10.07.1992 e la successiva delibera n. 35 che sono stati i due capisaldi da cui partire. Quindi ha dato vita al primo nucleo di reperti, principalmente marmi, con inventario MAV, ovvero di tutti quei reperti  esposti nei Giardini comunali. E ha avviato la didattica nelle scuole insieme a suo marito, il medievalista Francesco Boanelli, un elemento ancora fondamentale per il nostro museo."

Quando è passato nelle sue mani questo ibrido iniziale del Museo?
"Ne sono diventata la direttrice il 15 novembre 2000, ho da pochissimo festeggiato i miei 16 anni di attività. Quando sono subentrata, La dottoressa Della Ratta, aveva già scelto i contesti da inserire nel museo e era stato nominato l’architetto Andrea Bruno per seguire il progetto museologico del 1999.
L’anello di congiunzione tra noi referenti è stata la dottoressa Francesca Boitani, l’allora Direttrice del Museo di Villa Giulia e Funzionario di zona per Veio."

Il suo ruolo invece in cosa è stato determinante?
"Ho cercato di concretizzare quanto precedentemente costruito andando a scegliere i reperti dai depositi, una prima fase delicata visto che esistevano i nomi dei contesti ma solo come elenco. Quindi ho seguito l’iter burocratico di ogni reperto di cui volevamo l’affidamento arrivando a ottenere i due decreti ministeriali che hanno consentito l’allestimento che vedrete sabato presso gli spazi del Museo.
Decreti che hanno coinvolto non solo la Soprintendenza dell'Etruria Meridionale ma anche quella di Roma, principalmente per i materiali di Veio-Malagrotta e Via Trionfale-Poggio Verde. Il sostegno di cinque mandati amministrativi hanno di certo consentito di seguire questo progetto dalla sua nascita fino al conseguimento in modo continuativo."

Com’è lavorare per anni a un progetto che non ha tempi immediati di ritorno?
"Bisogna avere sempre davanti agli occhi la meta. Inoltre la passione. Un amore e un lavoro  paragonabile a quelli che si possono rivolgere a un figlio. Anche un figlio non è mai "finito".
E bisogna essere pazienti. Sono nati la Biblioteca e l’Ostello nel mentre, che sono un bene per la comunità, è assolutamente certo, tuttavia la vera destinazione culturale del Palazzo Chigi era e rimane il Museo dell’Agro-Veientano. In attesa della sua attuazione è nato anche Mansio, un progetto che unisce la vocazione culturale con quella turistica, un’idea di sviluppo che inizia a funzionare e di cui vado molto fiera."

Il museo apre le porte al pubblico il 3 dicembre, ci saranno molte sorprese che non sveleremo, ma una cosa magari ce la può anticipare: esiste davvero un soffitto affrescato con uccellini colorati?
"Esiste e ne è stato terminato il restauro grazie a un finanziamento dell'Area metropolitana Roma Capitale (ex Provincia di Roma). Cinquecentomila euro che sono stati la nostra croce e delizia. Croce perché abbiamo dovuto interrompere il cantiere dell'allestimento del museo, già avviato, per far restaurare gli affreschi nelle sale museali rischiando di non starci con i tempi. Delizia perché i risultati sono bellissimi."


Apertura Museo dell’Agro-Veientano
3 dicembre ore 17
per info e locandina: http://www.comune.formello.rm.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_15963_0_1.html
 
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